L’intelligenza umana dell’interprete

Riassunto contenuto

Tutti ne parlano, tutti la conoscono. 

L’intelligenza artificiale avanza con passo dirompente e sta progressivamente assumendo una posizione centrale nella vita quotidiana delle persone. Anche noi professionisti dell’interpretariato e della traduzione ci interfacciamo quotidianamente con questa realtà e ci poniamo il seguente quesito: L’intelligenza artificiale potrà mai sostituire noi interpreti, gli anni di preparazione che ci hanno portato lì dove siamo e più in generale, la nostra professione?

Allo stato attuale, la risposta è NO. Non per partito preso, ma in considerazione delle evidenti carenze che questa tecnologia presenta, se paragonata alle capacità di un interprete e traduttore professionista.

L’intelligenza artificiale nell’interpretazione in consecutiva

In questo articolo vogliamo soffermarci esclusivamente sugli strumenti di intelligenza artificiale per l’interpretazione in simultanea e consecutiva.

Nell’ambito di un laboratorio di interpretariato presso la SSML San Domenico abbiamo pensato di mettere alla prova alcune delle tecnologie alla portata di tutti per comprendere se una macchina potesse effettivamente performare meglio dell’essere umano o se potesse semplicemente essere un buon alleato per un interprete di lingue straniere, supportandolo nello svolgimento del proprio lavoro.

Le risultanze sono interessanti ma non sorprendenti. 

Sempre facendo riferimento all’interpretazione in simultanea e consecutiva sono stati sperimentati strumenti di uso comune come: DeepL PRO, ChatGPT, Gemini, Google Translate ma anche uno dei più noti alleati per molti interpreti, sua maestà InterpretBank

Le funzioni di riconoscimento vocale di DeepL Pro, Chat GPT e Gemini possono essere utilizzate come supporto durante l’interpretazione in consecutiva, perché riproducono una versione tradotta del parlato solamente in seguito all’interruzione della registrazione e mai in tempo reale. Dipendentemente dalla lingua e dal contesto di lavoro la traduzione è più o meno precisa. 

Google Translate riproduce invece il testo scritto in tempo reale ma interrompe la registrazione dopo solo una o due frasi, rendendo questo strumento inadatto al supporto di un professionista, tanto meno alla sostituzione dello stesso. Sono stati inoltre osservati gravi errori di riconoscimento vocale, a dimostrazione della scarsa affidabilità dello strumento in questione, specialmente in ambiti tecnici e meno comuni.

La trascrizione in tempo reale per l’interpretazione in simultanea

Uno dei software più utilizzati dagli interpreti è InterpretBank, concepito principalmente per la gestione di glossari, ma che attraverso la propria funzione di Automatic Speech Recognition (ASR) permette una trascrizione in tempo reale del parlato. Per le lingue di partenza inglese, spagnolo e francese la funzione ASR permette di abbinare la trascrizione alla ricerca automatica di termini all’interno del proprio glossario e riporta contemporaneamente sullo schermo eventuali numeri o date, dimostrandosi così un vero e proprio compagno di cabina. Questa funzione avanzata non è tuttavia disponibile per le altre lingue, rendendolo uno strumento di impiego limitato.

Tra tutte le soluzioni testate, abbiamo constatato che l’aiuto più valido per diversi professionisti (non tutti) è costituito da una trascrizione del discorso in tempo reale, alla quale l’interprete può appoggiarsi durante la propria resa in simultanea. 

La scelta del termine “appoggiarsi” non è casuale e ne spieghiamo la ragione: 

Sebbene la trascrizione in tempo reale possa aiutare a non perdere informazioni rilevanti, l’accuratezza e la fluidità del testo trascritto dipendono fortemente dall’argomento trattato e dalla velocità del parlato di un oratore. 

Applicando le funzioni di InterpretBank a diversi contesti, abbiamo notato una maggiore accuratezza nella trascrizione di discorsi istituzionali, parlati ad un ritmo moderato, e al contrario inesattezze, parti mancanti o parole completamente diverse in dibattiti nei quali veniva utilizzato un linguaggio familiare, talvolta adornato da modi di dire ed espressioni dialettali. 

In questi casi la strategia utilizzata dall’interprete è stata quasi sempre quella di distogliere lo sguardo dallo schermo, concentrandosi su quanto sentiva e riformulando completamente le frasi, affinché avessero il senso desiderato nella lingua di arrivo. In poche parole: l’interprete ascoltava, comprendeva il senso, rinunciava alla traduzione letterale e riformulava il concetto con parole adatte alla trasmissione del senso desiderato. Tutto questo simultaneamente.

Ciò rende l’idea di quanta concentrazione, competenza, studio, esercitazione ci voglia per diventare un professionista nell’ambito dell’interpretazione linguistica. 

Noi continueremo a sperimentare diversi strumenti basati sull’intelligenza artificiale, perché anche questo è parte del nostro lavoro di formazione continua, stando al passo con le innovazioni.  Testando le tecnologie in prima persona, possiamo metterne in risalto i punti di forza e di debolezza per la nostra professione. Diversamente da chi crede che i traduttori e gli interpreti si trovino sull’orlo del baratro, forse sarebbe più appropriato dire che non è tutto oro ciò che luccica e che talvolta il marketing è maestro nel far passare l’interpretazione basata sull’intelligenza artificiale come l’unico futuro auspicabile, che in realtà non è.

Per gli interpreti l’intelligenza artificiale non è un concorrente

Come impieghiamo l’IA: 

  • Per la preparazione agli incarichi 
  • Per la creazione di glossari 
  • Per la ricerca terminologica 
  • Per creare riassunti di testi molto lunghi

Il ricorso all’intelligenza artificiale ci aiuta ad essere più efficienti nella preparazione agli incarichi, consentendoci di trovare in maniera più rapida le fonti desiderate, ad esempio. Anche nella ricerca terminologica l’intelligenza artificiale è un valido alleato nell’individuazione di fonti attendibili afferenti ai vari ambiti settoriali. 

La trascrizione automatica del parlato viene messa a disposizione anche sulle diverse piattaforme di videoconferenza, qualora la funzione venga autorizzata dall’host. Un esempio sono Zoom o Google Meet con l’integrazione di DeepL Voice. Le trascrizioni (e non intendo traduzioni) si sono rivelate estremamente utili come “strumento di supporto” alla memoria di un interprete simultaneo durante la resa, specialmente nei casi in cui l’oratore è molto veloce. In questi casi, la trascrizione potrebbe permettere di reintegrare eventuali dettagli tagliati fuori in precedenza a causa della velocità.

Le criticità e i rischi dell’intelligenza artificiale 

La protezione dei dati personali

Volgendo lo sguardo alle criticità dell’intelligenza artificiale, possiamo dire che, sebbene essa renda la comunicazione interlingua più semplice in determinati contesti, come i viaggi all’estero o brevi scambi (si pensi, ad esempio, agli auricolari con traduzione simultanea), non è comprovatamente adatta alla traduzione in ambiti altamente professionali. Questo è dovuto sia alla sua incapacità di “interpretare” i contesti, basandosi piuttosto su una traduzione letterale, sia ai rischi per la riservatezza, che vanno dalla gestione dei dati personali alla sicurezza delle informazioni aziendali.

Nel corso del nostro laboratorio di ricerca presso la SSML San Domenico, ci siamo soffermati su questo aspetto, analizzando vari strumenti di traduzione e interpretazione automatica. In uno dei nostri rapporti abbiamo stabilito che 

i sistemi di interpretazione basati sull’IA, come il riconoscimento vocale automatico (ASR) e la traduzione automatica (MT), devono elaborare flussi audio in tempo reale su server remoti per generare trascrizioni, traduzioni o riassunti. Tuttavia, questi processi introducono diversi punti di vulnerabilità: gli input vocali trasmessi ai server possono contenere dati personali, medici, finanziari o aziendali. Il trasferimento di dati su reti esterne espone le informazioni al rischio di intercettazione o alterazione. Un altro punto cruciale è la poca chiarezza sul destino dei dati in seguito al servizio di interpretazione: vengono conservati temporaneamente o in modo permanente? Se conservati, potrebbero infatti essere soggetti ad accessi non autorizzati o violazioni. Alcuni sistemi IA, inoltre, integrano i dati nei loro centri di addestramento, con il rischio di re-identificazione degli utenti o uso improprio delle informazioni.

In futuro, gli interpreti dovranno acquisire nuove competenze digitali, tra cui la valutazione dei rischi della privacy nelle tecnologie IA. Corsi di formazione, certificazioni e sviluppo professionale saranno cruciali per preservare il ruolo centrale degli interpreti umani nella tutela della riservatezza nell’era dell’IA.

Gli ambiti non traducibili dall’intelligenza artificiale 

Un’ulteriore constatazione è che l’intelligenza artificiale, non essendo dotata delle capacità di “interpretare” messaggi, si rivela assolutamente inadatta per le traduzioni in ambito turistico, legale, medico, pubblicitario, di marketing o editoriale.

Questi ambiti sono caratterizzati rispettivamente da fenomeni di non equivalenza, per cui non esiste un traducente esatto nell’altra lingua; da dati sensibili; da sfumature culturali, che richiedono un lavoro di localizzazione; da emozioni, che nessuna macchina è stata addestrata a percepire e trasmettere e che solo l’intelligenza umana sa cogliere.

Ripenso con piacere a quelle volte in cui, interpretando in consecutiva e contando solo sulla mia memoria e sulla tecnica di presa di appunti, i committenti mi strinsero la mano a fine incarico e, increduli di come io abbia fatto a ricordare tutto senza alcun segno di titubanza, mi dissero: “Grazie, sei stata perfetta”. In quelle occasioni, ciò che ha veramente fatto la differenza è stata l’empatia, il tocco umano, quella sfumatura in più che nessun dispositivo digitale potrà mai possedere. 

L’attuale convinzione comune che l’intelligenza umana possa essere sostituita dall’intelligenza artificiale potrebbe essere data dall’hype legato ad uno tsunami digitale che ha travolto ogni aspetto della vita umana. 

Dove ci porterà? Forse nessuno lo sa. Dobbiamo solo fare attenzione a non disabituarci all’intelligenza umana, alle emozioni, alle nostre abilità intrinseche di gestire i rapporti sociali.

Firmato: Un’interprete professionista 

Un grazie particolare a Maria Alvino, laureanda magistrale nel 2024, che ha partecipato al laboratorio, contribuendo alla redazione del rapporto sulle risultanze dei vari testi effettuati, facendo confluire il tutto nella propria tesi magistrale.

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Redazione Unitalia

Aassociazione senza scopo di lucro degli interpreti, traduttori, adattatori per il doppiaggio, la sottotitolazione, l'audiodescrizione e mediatori linguistici professionisti delle SSML. La prima associazione italiana a riunire professionisti laureati del settore.